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mercoledì, 18 luglio 07 11:40
6 OTTOBRE 2007 Giornata del ContemporaneoGiornata del Contemporaneo 6 OTTOBRE 2007 6 – 14 ottobre 2007 Spazio Espositivo – Ecomuseo dell’Alabastro Castellina Marittima (PI)
Apertura mostra 6-7 - 13-14 ottobre 2007 ore 15,30 - 19,00
TUTTO KALTZ” Mostra personale A cura di Raffaela Maria Sateriale Dal Senegal con talento: questa la scoperta di un giovane artista che in breve tempo si è segnalato per l'innovazione della sua pittura e per la freschezza del suo linguaggio figurativo. Sorprendente e geniale sotto tutti i punti di vista, la pittura di Kaltz la storia dell'Africa, ancestrale e contemporanea, che si confronta con la 'terra promessa' del vecchio continente europeo. Per informazioni e prenotazioni visite guidate:
Coop. C.AE.S.A.R. onlus Ecomuseo dell’Alabastro Piazza Cavour 56040 Castellina Marittima Pisa Tel: 0586260837 Fax: 0586260837 Mail: arte@caesaronlus.it sito: www.caesaronlus.it sabato, 17 febbraio 07 22:33
L'intervistaGaye El-Hadji (Kalidou per gli amici) si firma KALTZ intervistato dal critico Roberto Russo
La quotidianità traslata Kaltz, una promessa dell'arte in provincia di Livorno
Direttamente dal Senegal per la gioia degli occhi e del cuore. Serve conoscere e approfondire la storia di questo giovane artista per capirne il valore attuale e le grandi potenzialità future. Kalidou nasce a Kaolack nel Ma la vita, quella dura e vera, lo costringe a provare e trovare altre strade fuori del Senegal. Kalidou sogna di lavorare e realizzarsi all'estero per tornare un giorno e stabilire nuova famiglia come i propri genitori e i propri antenati. Dal '96 al '99 lavora ad Abidjan in Costa d'Avorio. Qui il lavoro è ben retribuito e le attività commerciali sono redditizie. Per passare in Europa, poi, il visto costa di meno e così arriva il giorno del 'grande passo': Amburgo, Germania, Europa, dove rimarrà fino al 2001 e lavorerà come cameriere. Ma questo non basta. Kalidou è affamato di cultura e di arte: mi racconta di aver praticato biblioteche, centri espositivi, musei per ogni centro dove ha risieduto. L'arrivo a Venezia, nel 2001, lo mette a confronto con il classico ruolo del Vu cumprà, finché non si trasferisce sulla Costa degli Etruschi a Donoratico nell'agosto dell'anno successivo. Ancora una volta si accontenta di raccogliere spinaci e pomodori per campare e ritorna al servizio ristorativo nel Mentre la pizzeria assorbe la maggior parte del tempo, Kalidou continua imperterrito a dipingere e non tiene conto di enormi sacrifici e privazioni. L'inquietudine torna a ringhiare dentro l'animo del giovane pittore, che nel 2005 partecipa con un'intera sezione pittorica a MULTIETNICA e alla fine dell'anno espone a Livorno presso gli spazi pubblici della Galleria di Palazzo Elisabetta. Dal Senegal non arrivano buone notizie e dopo la scomparsa della madre nel 2004, Kalidou vi ritorna nel 2006 per dare l'ultimo saluto al padre. Lo sconforto attanaglia i sentimenti del giovane che cade nella depressione, con improvvisi scatti di misticismo. Del resto il lavoro lo costringe all'ennesimo trasferimento, stavolta a Piombino, mentre un brutto infortunio al piede lo affligge e gli fa pensare ad un ritorno definitivo in patria. Un'altra esposizione a Piombino, finalmente il lavoro in fabbrica, ma l'artista non è soddisfatto, vuole crescere e si sottopone ad una lancinante lotta interiore. La depressione incombe e non sono pochi i momenti di abbandono... Ma la passione straripa furiosa ancora una volta e Kalidou-Kaltz decide: voglio essere l'ARTISTE fino in fondo. Dal furibondo lavoro che ne scaturisce vengono prodotti delle opere impressionanti per movimento e scelta coloristica, in una composizione spontanea e verace. L'anticonformismo innato del pittore si materializza nei supporti inusuali – spesso di recupero -, nei colori abbondanti e sgocciolanti, nelle pennellate anguiformi e dinamiche. Ai 'macro' di personaggi appartenenti al mondo familiare si accompagnano le gustose 'scenette' tratte dai valori tradizionali e dalla vita quotidiana della terra d'Africa. Divertenti i grandi ritratti e le sinuose figure femminili che animano le denunce sociali e politiche anti globalizzazione e pro solidarietà universale. Ho incontrato assai di recente Kalidou-Kaltz e sono rimasto attonito davanti ad alcuni dipinti che non esito a definire capolavori per la forte impressione e per il godimento che ne ho ricavato. Non riesco a trattenere lo stupore per gli enormi progressi che riscontro ogni qual volta entro nell'umile casa-laboratorio e l'affabile ospite mi 'sciorina' le sue ultime creazioni. Ecco perché ho deciso con piacere di dedicargli questa introduzione. Sono certo, infatti, che questo sia soltanto il punto di partenza di un percorso ricco di belle emozioni per noi e senza dubbio di soddisfazioni per l'amico Kalidou. Roberto Russo, aprile 2007 ** Set-setal significa letteralmente “pulire per essere puliti”. Questo nome apparteneva in origine a un movimento socio-culturale nato verso la fine degli anni ’80 a Dakar; i giovani che vi prendevano parte, insoddisfatti nei confronti del governo e scontenti del degrado a cui erano abbandonati i quartieri poveri della città, cercavano uno spazio pubblico che permettesse loro di comunicare. Essi cominciarono così a raffigurare tramite i murales obiettivi ed aspirazioni del loro movimento. Ogni rappresentazione era contemporaneamente una denuncia di un aspetto negativo della condizioni di vita nella città senegalese, ed un mezzo di educazione della popolazione ad un comportamento più civile e rispettoso degli spazi comuni (tratto da Silvia Baronio “Le projet «Education pour tous » dans un contexte rural au Sénégal”, tesi di Laurea, Bologna 2006) sabato, 17 febbraio 07 22:25
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